Megattera Spiaggiata

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Tra Storia e Mito

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view post Posted on 1/5/2009, 20:46 Quote
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La Lancia di Longino
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La lancia conosciuta come Heilige Lance (Lancia Sacra) ed esposta nella Weltliche Schatzkammer (la Stanza del Tesoro) del palazzo dell’Hofburg a Vienna, sarebbe giunta nelle mani di Maurizio(3) (III secolo), comandante di un distaccamento dell’esercito romano noto come la Legione Tebana.
Nel 285 d.C, i 6666 soldati di Maurizio si rifiutarono di prendere parte ad una cerimonia pagana e senza opporre la minima resistenza, si lasciarono trucidare dal generale Massimiano (240-50 - 310), il quale, poco dopo, venne proclamato co-imperatore da Diocleziano (forse Salona o Spalato 243 c. - ivi 313).
La Lancia di Longino passò a Costanzo Cloro (m. 306) e quindi a Costantino il Grande, suo figlio, il quale, abbandonato il paganesimo per abbracciare la fede cristiana, la brandì in occasione della celebre battaglia di Ponte Milvio, durante la quale, nel 312 d.C., sbaragliò le truppe di Massenzio (278 - 312) riportando una schiacciante vittoria.
Con il trascorrere dei secoli la Lancia Sacra passò di mano in mano, da imperatore ad imperatore e fu grazie ad essa che, secondo la leggenda, nel 385 d. C Teodosio (Cauca, Spagna 347 - Milano 395) sconfisse i Goti, nel 425 d. C. il generale Flavio Ezio (390 - 453) respinse Attila e Carlo Martello (689 - 741), nel 733 d. C., sconfisse gli arabi a Poitiers. La Heilige Lance, in seguito, passò da Carlo Magno (742 - Aquisgrana 814) agli imperatori Sassoni, tra cui Ottone I il Grande (912 - Memleben 973), agli Hohenstaufen, nella persona di Federico Barbarossa (1115 - 1190) ed infine agli Asburgo, che la collocarono nella Stanza del Tesoro del palazzo dell’Hofburg a Vienna. Una volta posta all’Hofburg, venne aperta una fenditura nella lama della lancia, all’interno della quale venne introdotto un chiodo ritenuto essere uno di quelli impiegati per crocifiggere Gesù.
Nel 1909 Adolf Hitler (Braunau, Alta Austria, 1889 - Berlino 1945), allora ventenne, si recò in visita al palazzo dell’Hofburg per ammirare il tesoro degli Asburgo, esposto nella Stanza del Tesoro. L’attenzione del futuro dittatore venne attirata dalla Lancia di Longino e ne rimase talmente affascinato, quasi stregato, che sostò a lungo di fronte alla teca di cristallo che la custodiva. Ciò che affascinò Hitler fu, in particolare, il chiodo assicurato all’asta, che la tradizione ritiene appartenere al gruppo di tre o quattro chiodi impiegati dai romani per crocifiggere Gesù.
Walter Johannes Stein(4), in gioventù amico personale di Hitler, riferì che la passione del gerarca nazista per l’occultismo ed i manufatti sacri ed esoterici nacque a seguito della bizzarra esperienza vissuta nella Stanza del Tesoro del palazzo dell’Hofburg, esperienza che lo indusse a documentarsi sulla storia della reliquia viennese. Sempre più travolto da una delirante e morbosa passione per le scienze occulte e l’esoterismo, arrivò persino a convincersi di essere la reincarnazione di Landolfo II di Capua (m. 961), sanguinario e crudele principe longobardo e che i poteri miracolosi della lancia lo avrebbero aiutato ad uscire vincitore dalla Seconda Guerra Mondiale ed a conquistare il mondo.
Una notte di Marzo del 1938, a seguito dell’Anschluss, ossia dell’annessione forzata dell’Austria alla Germania, Hitler diede ordine di trasferire la Lancia Sacra a Norimberga, dove venne provvisoriamente collocata nella chiesa di S. Caterina che diventò ben presto un luogo di culto, un vero e proprio santuario mistico-esoterico nazista, sorvegliato e protetto a vista giorno e notte. Fu in questa chiesa, peraltro, che il celebre compositore Richard Wagner (Lipsia, 1813 - Venezia 1883), affiliato ad alcune Società Segrete Esoteriche tedesche come Adolf Hitler(5), ambientò uno dei brani più suggestivi dei Maestri Cantori.
Dopo la disfatta di Stalingrado, Hitler ritenne che la Lancia di Longino dovesse essere trasferita in un luogo più sicuro ed ordinò che fosse portata in un nascondiglio segreto a prova di bomba, in una galleria situata sotto l’antica fortezza di Norimberga che venne adeguatamente attrezzata come una camera blindata.
Il 13 Ottobre 1944 i bombardieri alleati rasero al suolo Norimberga e la Oberen Schmied Gasse (Vicolo Superiore dei Fabbri), la strada in cui si trovava l’accesso al tunnel con la camera blindata, venne completamente distrutta.
Il 20 Aprile 1945 gli alleati occuparono la città ed alcuni individui che erano a conoscenza dell’esatta ubicazione del nascondiglio segreto della Lancia Sacra si suicidarono prima di venire fatti prigionieri dagli anglo-americani; tra questi vi era anche il borgomastro di Norimberga, Willy Lebel, il cui appartamento venne meticolosamente perquisito da ignoti per assicurarsi che non vi fossero indizi che avrebbero potuto condurre gli alleati al bunker segreto.
Il 30 Aprile 1945, alle 14:10, poche ore prima che Adolf Hitler si suicidasse nel bunker corazzato della cancelleria a Berlino, gli uomini dell’O.S.S.(6), su ordine dello statista inglese, Sir Winston Leonard Spencer Churchill (Blenheim Palace, Oxford, 1874 - Londra 1965), che tempo prima aveva sottolineato "l’importante necessità strategica" di trovare l’arma, penetrarono nella camera blindata e recuperarono la Lancia Sacra.
Il generale Patton, che diresse le operazioni di recupero della lancia, confessò ai giornali di essere stato tentato, per qualche istante, di tenere per sé l’arma, essendo convinto, come Hitler, che essa avesse poteri miracolosi, tuttavia, prevalse il buon senso e la lancia venne restituita all’Austria dove è tuttora possibile ammirarla all’Hofburg di Vienna.

Edited by ADFIX - 2/5/2009, 11:13

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view post Posted on 2/5/2009, 11:15 Quote
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E' risaputo che Hitler e tutti i nazisti, avessero un cult per l'esoterico e misterioso.
Vedi i film di Indiana Jones.

Cavaliere al merito della Repubblica Italiana
Mi chiamo Franco e sono Franco anche quando rispondo.
 
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view post Posted on 2/5/2009, 11:24 Quote
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IL NAZISMO MAGICO – La subcultura di Hitler e dei suoi seguaci
ebbe una profonda influenza nel tetro e folle mondo della svastica

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I LATI OSCURI DEL TERZO REICH
TRA OCCULTISMO ED ASTROLOGIA

di STEFANIA MAFFEO


Fenomeni complessi come il movimento nazista ed il Reich hitleriano sono stati analizzati da ogni angolatura, ma è interessante riprendere un aspetto forse meno approfondito del nazional-socialismo, che andò oltre quelli che erano gli interessi volti a creare un grande impero millenario e che assunse contorni occulti, macabri, circondati da un alone di mistero, tali da alimentare, ancora di più, i lati oscuri del già tetro mondo della svastica.


Tragica raffigurazione di Hitler

Esoterismo, occultismo, astrologia, mistica esoterica, alchimia (i colori ufficiali del vessillo nazista sono i colori sacri dell’alchimia: nero, rosso e bianco): queste voci che si intrecciano intorno all’ideologia nazista fanno parte di una filosofia che ha contribuito in misura rilevante alla formazione culturale di Hitler e dei suoi gerarchi; queste espressioni di modi di essere e di tentativi di approccio alla realtà avevano caratteristiche differenziate, ma, al contempo, erano unite dal comune denominatore dell’irrazionalità.
In una Germania devastata dalla sconfitta nella Grande Guerra, una parte dell’élite nazista (Hess, Rosenberg, Himmler, Frank, Goebbels, Goring) si ritrovò a contatto con personaggi e sette di natura occulta, predicanti strane teorie ed illustranti convulsi presagi, che sconfinavano nel mondo del paranormale e che prevedevano l’avvento di una razza ariana superiore e dominatrice, trascinata da un suo illustre figlio e destinata a decidere i destini del mondo.
Alcune radici ideologiche del partito nazional-socialista affondano profondamente in questi aspetti di cultura esoterica che erano stati sconfitti, ma non cancellati, dal pensiero scientifico del Cinquecento, Seicento e dell’Illuminismo. Questo non esclude che senza la frustrazione seguita alla sconfitta; senza la crisi economica del 1929, che interruppe un periodo di ripresa; senza le debolezze strutturali del liberalismo tedesco; senza la disoccupazione di massa; senza gli errori politici dei comunisti della III Internazionale con la teoria del social-fascismo e della socialdemocrazia, con la sottovalutazione dei propositi reazionari dei militari, il nazismo non sarebbe giunto al potere.

In altre parole, nella Germania uscita sconfitta ed umiliata dal primo conflitto mondiale, si presentavano quelle condizioni culturali irrinunciabili allo sviluppo dell’occultismo di massa, ossia una grande incertezza e sfiducia nella vita. La mancanza di alternative spinge spesso un popolo verso credenze irrazionali. Un profondo alone di mistero circonda, quindi, il Terzo Reich ed il suo vate Hitler, ideatore di un nazismo i cui timori andavano oltre quel mostruoso apparato militare messo in piedi dalla Germania, oltre quei terrificanti crimini commessi dagli uomini con la svastica, fino a sconfinare in una dimensione proibita, che superava i limiti della realtà.
Per capire esattamente - anche dal punto di vista storico - le radici esoteriche del nazismo, occorre inquadrare il clima tipico, la temperie culturale, che si erano andati sviluppando in quegli anni in Europa. Sin dalla fine dell’Ottocento si discuteva sulla possibile ubicazione della mitica Atlantide: l’intreccio tra la fantageografia di Platone e Scott Elliot (membro della Società Teosofica, fondata nel 1873 a New York da Madame Blavatskij, che predicava una “dottrina segreta”, una sorta di controstoria dell’umanità che comportava la trasmissione di messaggi e di qualità particolari ad una cerchia di iniziati e di grandi maestri del passato), che la situavano in Groenlandia, e l’antica convinzione che la culla dell’umanità fossero le catene montuose tra l’India ed il Tibet, fece collocare in quest’ultima regione Sham bha lah, città capitale del mitico regno di Agharti e sede di maghi buoni e dell’antica sapienza.

Un esploratore serio ed apprezzato come lo svedese Sven Hedin si spinse, tra il 1899 ed il 1902, alla ricerca delle terre degli Arii e della leggendaria Sham bha lah e poi divenne sostenitore della guerra hitleriana. Per ampliare il campo e risalire alle origini della fantastoria non si può tralasciare l’esperienza francese, con le teorie razziste di Gobineau, autore del Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane, considerato da Richard Wagner un vero e proprio Vangelo nei suoi cenacoli (Hitler fu un grande ammiratore di una sua opera minore: Rienzi, che narrava la storia di un tribuno del popolo che cade tragicamente vittima dell’incomprensione del mondo circostante; di Wagner apprezzava anche il suo vegetarianesimo, credendo che l’umanità dovesse redimersi mediante l’uso di alimenti esclusivamente vegetali).
Il suo seguace Ludwig Schemann fondò in Germania la Società Gobineau per propagandarne le tesi, ancor di più sostenute dal genero inglese di Wagner, Houston Steward Chamberlain. Questo testimonia come, negli ultimi decenni del XIX secolo e fino al primo conflitto mondiale, sorsero in Germania ed in Austria associazioni e cenacoli che avevano analogie in Inghilterra e la cui caratteristica consisteva nel ritenersi depositari di un’antica sapienza primordiale che, in alcune sue manifestazioni, sfociava nell’esoterismo, nel magismo, nell’occultismo. Nel 1867 un gruppo di studenti liceali viennesi fondava la Die Telyn, associazione con il nome di un’arpa i cui suoni paramagici esprimevano la creatività delle popolazioni celtiche del Galles meridionale durante i periodici festival poetici.


Pietra con caratteri runici

In questo gruppo militavano i futuri fondatori della socialdemocrazia austriaca, ma anche giovani entusiasti, ammiratori di Nietzsche e di Wagner che, per qualche anno, collaborarono con Georg Ritter von Schonerer, il fondatore del movimento pangermanista al quale Hitler si richiamò nel Mein Kampf. Così scrive George Mosse: “Il più influente dei gruppi occultistici fu quello che si costituì a Vienna, nei due ultimi decenni del XIX secolo, avendo a mentore Guido von List, un erudito austriaco ossessionato dal desiderio di provare che Vienna era stata la città santa dell’antichità…
Egli operava una commistione di natura e storia, ove la prima era intesa quale guida divina dalla quale promanava un’incessante forza vitale. Quanto più una cosa era vicina alla natura, tanto più era vera; il passato ariano tedesco era vicinissimo a tutto ciò che era vero….Ma questa comprensione del passato richiedeva una più profonda iniziazione: era necessario che l’individuo si accostasse all’elemento più genuino della forza vitale, all’antica sapienza germanica. Essa tuttora esisteva, pregna ancora di forza vitale, sia pure in stato di letargo e compito di storici e germanisti era farla rivivere. …List si vantava di aver ritrovato il kala, il linguaggio segreto degli antichi germani; poiché alcune delle parole kala ricorrevano nella Cabala; List affermava che esse erano il frutto della sapienza germanica. Come madame Blavatskij, List si affermava in possesso di una scienza segreta che, per mezzo della forza vitale, svelava il passato.
Questa sua affinità con la teosofia era resa evidente dalla sua credenza che tutte le impressioni necessariamente provenissero da un mondo extrasensoriale e dalla sua fede nella possibilità di comunicare con gli spiriti di età passate…List condivideva con madame Blavatskij il concetto di karma, come è dimostrato dal resoconto del sogno circa il capo messianico da lui fatto pubblicare su Prana, una rivista teosofica tedesca. Le idee di List si diffusero in Germania tramite Alfred Schuler, il cui ambiente era Schwabing, il quartiere degli artisti di Monaco…”, ove Hitler trascorse gli anni prima della guerra.

Dalle rune, i segni di scrittura nell’alfabeto degli antichi popoli nordici, il cui segreto List studiava, proviene la sigla delle SS. La reincarnazione, parte integrante del credo del karma, della rinascita era insita in quel tipo di cultura. È attendibile che Heinrich Himmler, lo spietato organizzatore delle SS, si ritenesse la reincarnazione di Enrico l’Uccellatore, il sovrano che, nel mito wagneriano, accoglie Lohengrin, figlio di Parsifal, sfortunato ricercatore del Graal, che è un’altra componente della cultura che porterà al nazismo. Ne è basilare espressione la rivista “Ostara”, di cui Hitler è assiduo lettore negli anni viennesi (ne richiedeva addirittura degli arretrati). La pubblicazione, fondata nel 1905, prendeva il nome da un’antica dea germanica della primavera ed era diretta da un seguace di List, un frate che aveva lasciato la tonaca, Jorg Lanz von Liebenfels, personalità nota per il suo marcato antisemitismo.
Questo oscuro personaggio istituì un “castello dell’ordine”, una setta antisemita denominata “L’Ordine dei Nuovi Templari” a Werfenstein, in Austria meridionale, per l’organizzazione di un ordine maschile ario-eroico destinato a divenire l’avanguardia di signori biondi e dagli occhi azzurri nel sanguinoso scontro con le razze inferiori ed impure che adottava, come simbolo, quella stessa svastica (dal sanscrito svastika, da svasti, ossia felicità) che sarebbe divenuta l’emblema del partito nazionalsocialista. Egli predicava la teozoologia: gli dei sarebbero stati le forme di vita superiori, dotati di organi sensoriali che avrebbero loro conferito straordinari poteri, ormai perduti a causa della contaminazione degli uomini dei con gli uomini bestie.


Ritratto di Nostradamus

Erano una razza estinta, ma l’etnia ariana aveva la possibilità, essendo la più vicina discendente degli uomini dei, di recuperare quei poteri e quelle doti paranormali per dominare il mondo reale, dopo aver preservato, attraverso un processo di selezione genetica e leggi razziali, la purezza della razza, ed eliminato il Cristianesimo, distruttore dell’antico culto ariano, con la sua politica di tutela del debole, che, viceversa, andava soppresso, per impedire una pericolosa contaminazione nei confronti del più forte; Lanz proponeva anche concorsi di bellezza razziali. L’antisemitismo nazista, quindi, aveva una componente legata alla cultura esoterica. Da un lato gli Ebrei erano visti come una specie di non uomini o di sotto-uomini (frequenti le espressioni di Hitler in proposito); dall’altro essi erano temuti come concorrenti in quanto depositari, visti come “degenerati”, di una sapienza originaria, che, in qualche modo, avevano ereditato e distorto.
Questo secondo aspetto è giunto alla cultura di massa attraverso il film di successo “I predatori dell’arca perduta”, che vede nazisti ed americani in concorrenza per recuperare antichi poteri di geni del male. Prima di proseguire il nostro percorso alla ricerca delle connessioni tra esoterismo e nazismo occorre rifocalizzare l’attenzione sui rapporti tra Germania, Francia ed Inghilterra. La svolta nella politica hitleriana che condusse alla seconda guerra mondiale partì dalla rimilitarizzazione della Renania (febbraio-marzo 1936) non consentita dal Trattato di Versaglia.

Il mondo rimase stupito dalla mancanza di reazione della Francia (in grado di sconfiggere rapidamente la divisione tedesca mandata sul Reno), che Hitler aveva previsto, contro l’opposta valutazione dello stato maggiore tedesco. Questa previsione si basava sulla convinzione del Fuhrer (espressa nel Mein Kampf) che, diversamente dall’Inghilterra, la quale conservava uno spirito imperiale, la Francia era votata ad un’inarrestabile decadenza, perché dominata dalle influenze ebraiche oltre che massonico-democratiche. A questa valutazione - che apparteneva alla cultura politica tradizionale - Hitler aggiungeva, probabilmente, la convinzione di essere dotato di qualche forma di preveggenza e quella che in Francia esistessero dei gruppi ristretti di formazione culturale “ariana”- era il paese di Gobineau - che potevano appoggiare la sua politica di “restauratore” del ruolo della razza bianca nel mondo.
Vi erano, inoltre, settori importanti dell’alta borghesia francese che stavano per adottare il motto “Meglio Hitler del fronte popolare” (che si era costituito e si preparava a vincere le elezioni dell’aprile-maggio 1936). Effettivamente, quando scoppiò la guerra, la Francia la combatté senza convinzione sino alla rapida sconfitta del giugno 1940 ed al suo interno si sviluppò un forte movimento per una aperta collaborazione con la Germania. Alla vigilia dell’attacco all’Urss (maggio-giugno 1941) Rudolf Hess si recò in Inghilterra in un’enigmatica missione di pace, ma Churchill non volle parlare con lui.

Nei propositi del Fuhrer c’era la possibilità di associare al progetto della costruzione di uno spazio eurasiatico la “sorella ariana” Inghilterra. Churchill lo riteneva pura follia, dettata da una cultura occulta la cui presenza egli avvertiva e temeva anche in settori influenti (aristocratici, intellettuali) della società inglese. Riteneva di poter salvare l’Occidente da un pericolo “demoniaco” e sperava anche di salvare l’Impero inglese con l’aiuto degli Stati Uniti (ma, di fatto, non lo salvò). Va anche sottolineato che Churchill, all’inizio della sua carriera politica, avvertì la presenza di una “dottrina segreta”, che ritrovò poi, estremizzata, nel nazismo, ma che sapeva presente pure ai vertici della società inglese ancora nel 1941.
Churchill era il più intransigente oppositore di ogni politica di intesa con la Germania nazista. La osteggiava con una determinazione che ne fece, agli occhi di Hitler, un nemico personale, che ingiuriava e disprezzava. Churchill divenne il campione della crociata anti-hitleriana perché non ebbe mai esitazioni nel bandirla e lo fece sia perché capiva che il dittatore tedesco aveva progetti non negoziabili (un uomo i cui mezzi erano razionali, ma i fini folli), sia perché riteneva che questi progetti si fondassero su una impostazione culturale non priva di punti di riferimento nella stessa Inghilterra (pur noto per il suo pragmatismo Churchill non esitò a servirsi di Aleister Crowley, il più grande satanista dell’epoca, definito la bestia 666 dell’Apocalisse, al fine di sconfiggere quelli che credeva i macabri ed occulti poteri del Fuhrer della grande Germania).


Copertina del Leviatano di Hobbes

Lo statista britannico aggiunge, quindi, un’altra tessera al mosaico di indizi sulla cultura esoterica nazista e sulla speranza hitleriana che essa gli potesse fornire interlocutori nel Regno Unito. “Golden Dawn” (alba dorata), “Apostoli di Cambridge”, “Conversation Society”, “Midnight Society”, “Fratellanza pre-Raffaellita”: questi ed altri erano i possibili interlocutori a cui pensava Hess nel maggio 1941. Se vi era veramente un ponte occulto tra Inghilterra e Germania, si possono capire la speranza di Hitler di una pace con la Gran Bretagna ed i presupposti sui quali si basava il viaggio di Hess in Scozia. Ma c’erano in Inghilterra questi interlocutori?
Lo potevano essere gli eredi delle società segrete, della “Golden Dawn”, dei nuovi templari che i vertici nazisti conoscevano? Hitler forse lo sperava, se la tradizione ariosofista era ritenuta un ponte che univa le due nazioni, che avrebbe consentito ai nazisti di trovare nella patria del Leviatano di Hobbes interlocutori omologhi e diversi dalla classe politica tradizionale. Da qui le errate convinzioni nel 1939 che l’Inghilterra non sarebbe entrata in guerra con la Polonia e, nel 1941, che si sarebbe aperta una via all’intesa se fosse partito l’attacco all’Urss (era come costringere con la forza l’Inghilterra alla pace). Ma il timore dell’espansione comunista era tale da poter indurre la Gran Bretagna ad accettare un’Europa tedesca come baluardo contro l’Est? È da escludere che questa fosse la posizione dei laburisti e dei liberali.

Poteva essere il punto di vista dei settori del partito conservatore ed anche dell’aristocrazia britannica, forse fino alla famiglia reale. Questi erano, notoriamente, i settori della società inglese su cui puntava Hitler. In realtà, condizionato da una ininterrotta serie di successi anche nelle situazioni meno favorevoli, egli sopravvalutò le sue doti di intuizione (consolidatesi nella cultura esoterica) ritenendosi infallibile. Accadde anche ad altri dittatori di successo, ma, nel nazismo esoterico, ciò poteva essere valutato in termini di maggiore o minore iniziazione, di come andasse gestita l’antica sapienza recuperata.
Tornando al viaggio di Hess (rimase in Gran Bretagna fino al 10 giugno) per trattare una pace separata con il Duca di Hamilton (è discorde l’opinione degli storici nel ritenere la missione un’iniziativa volontaria o sotto gli ordini del Fuhrer e fu sottolineato ampiamente il suo squilibrio psichico per non attirare l’attenzione sulla sua missione fallita; in realtà si disse di tutto: dalla supposizione che in Inghilterra fosse giunto il sosia di Hess perché era stato ucciso per ordine di Himmler prima del viaggio all’ipotesi che Goring aveva dato l’ordine di abbattere il suo aereo mentre era in volo), esso rappresenta la certezza che Hitler puntava sull’influenza di settori della società inglese legati alla cultura esoterica, anche se tali contatti non ebbero l’esito da lui sperato. Hitler attaccò ugualmente all’Est; Stalin fu messo in guardia da Churchill, ma fu diffidente: anzi, proprio quanto stava accadendo in Inghilterra col viaggio di Hess, lo indusse a diffidare più degli Inglesi che dei Tedeschi.

Hitler non avrebbe attaccato l’Urss senza essersi assicurato di non essere impegnato su due fronti. Stalin sapeva che il patto di non aggressione del 1939 era solo una tregua, ma non pensava che il Terzo Reich l’avrebbe rotta senza prima essersi assicurato una copertura ad occidente. Due errori paralleli – quello di Hitler e di Stalin – la cui origine è comune: in Inghilterra erano in corso colloqui: poiché non avevano portato a nulla di concreto, Stalin ritenne che Hitler non avrebbe attaccato. Ma poiché si erano svolti, Hitler li riteneva una premessa sufficiente per attaccare e creare un fatto compiuto suscettibile dello sviluppo futuro che auspicava da decenni: un’intesa con l’Inghilterra sulla base di una creazione di un’Eurasia germanica alleata dell’Impero britannico.
Nella geopolitica (disciplina insegnata presso l’Università di Monaco da Haushofer, fondatore della rivista “Zeitschrift fur Geopolitik”, che ebbe un’influenza determinate per il giovane Hitler rinchiuso in carcere dopo il fallimento del putsch del novembre 1923) dello spazio vitale (Lebensraum) per la conquista della Russia europea, l’astrologia ebbe un ruolo dominante. Era diffusissima nel periodo tra le due guerre e fu studiata da uomini e donne di vara estrazione in Germania. La cultura astrologica era fatta propria anche da scienziati impegnati nella ricerca dell’energia atomica. Le conseguenze della disfatta, con tutti i suoi problemi e le sue incertezze, indussero molti a rivolgersi agli “astri” in cerca di informazioni e pronostici che annunciassero giorni migliori.


La croce nazista sull’Europa

A Monaco ed a Lipsia si tennero i congressi delle associazioni astrologiche tedesche, rispettivamente nel 1921 e 1922. Anche Hitler (nato a Braunau, città vivaio di medium, argomento sul quale il dibattito era molto acceso negli anni della sua adolescenza) si interessò di astrologia: nei primi mesi del 1920 prese lezioni dall’astrologo ed indovino Hanussen, secondo la testimonianza del suo collega di partito Otto Strasser. Per il futuro Fuhrer (su cui erano celebri le profezie di Elsbeth Ebertin), dunque, l’astrologia (tenuta in grandissima considerazione per la scelta dei giorni in cui attuare operazioni belliche e politiche) era solo un pezzo del mosaico di fantastoria, fantacosmogonia, occultismo ed antiche culture sul quale si basava la sua formazione e quella dei suoi gerarchi (Hess riteneva che l’astrologia fosse una scienza riscoperta da combinare con la geopolitica haushoferiana).
La stessa cellula embrionale del partito nazional –socialista, nell’agosto del 1918, fu, d’altronde, la misteriosa ed occulta Società di Thule (oltre al Vril, altra società segreta molto influente in Germania), raggruppamento antisemita di estrema destra, una setta che si ricollegava agli insegnamenti di Haushofer ed alle dottrine di Liebenfels. La Thule, fondata da Rudolf Glauer, che poi mutò il nome in Heinrich Von Sebottendorff, era, dunque, una società esoterica infarcita di nazionalismo, di esaltazione per una grande Germania, destinata a risollevarsi ed a conquistare la superiorità razziale del suo popolo.

La Thule, uno dei cui simboli era il dio barbaro Wotan (infatti, Thule, nella mitologia nordica, è un “antico regno delle nevi”, forse lo stesso artico, ma probabilmente, l’origine è anche da raccordarsi alla località di Thale dove fu svolta il 2 maggio 1914 una grande adunanza dell’Ordine dei Germani, Germanenorden), deformò le idee del buddismo tibetano, di altre istituzioni esoterico-massoniche e di Madame Blavatskij; i suoi adepti miravano, attraverso la telepatia e mediante specifiche e macabre cerimonie, ad entrare in contatto con i rappresentanti della razza eletta. Glauer coltivò il suo grande interesse per il mondo islamico in generale, e per la Turchia in particolare, entrambi minacciati dal bolscevismo: la sua idea era quella di produrre una sorta di “Islam germanico” di stampo razzista con soldati/guerrieri che si opponessero all’Illuminismo tollerante ed umanista nato dalla Rivoluzione Francese.
Hitler ed il suo movimento forgiarono il loro pensiero e cominciarono la loro scalata proprio all’ombra di questi oscuri personaggi come Glauer; un marchio indelebile che avrebbe avvolto, e tutt’ora avvolge, nel mistero, la storia del nazionalsocialismo, dall’inizio alla fine. Ma, per quanto idee come la magia delle rune di List fossero diffuse, le concezioni esoteriche non potevano essere proposte come programma politico di un partito che puntava ad essere di massa, tanto più quando erano a disposizione argomenti più facilmente popolarizzabili: la pugnalata alle spalle (opera soprattutto di Ebrei) come causa della sconfitta; l’ingiustizia di Versaglia per i territori tedeschi sottratti alla Germania e per le enormi riparazioni di guerra da pagare; le incertezze della classe politica di Weimar; il pericolo comunista.

Il gruppo di intellettuali della Thule tenne per sé l’esoterismo e l’occultismo e mise in primo piano l’organizzazione politica, entrando in contrasto con il suo fondatore, con la formazione del Dap, il partito nazional –socialista, avente come simbolo la croce uncinata destrogira, scelta da Hitler, a testimonianza della sua influenza nonostante fosse appena giunto nel gruppo di intellettuali, che si erano formati nell’ambito di una cultura ben definita, la quale costituiva il maggior legame tra essi e la ragione per la quale scelsero Hitler come leader. In altre parole, fu la comune convinzione culturale del gruppo nel quale egli si dimostrò particolarmente fornito di caratteristiche che apparivano quasi medianiche che gli fecero assumere la leadership.
La Thule organizzò Leghe di Combattimento in cui militarono Hess, Rosenberg, Himmler, Frank, Eckart, Bormann, Richter e tanti altri. È in questa cerchia ristretta e sulla base di questa cultura che dal 1933 vengono prese decisioni fatali per la Germania e per l’Europa. Rosenberg e Frank (nel suo diario, in data 10/02/1937, si legge: “Se Cristo apparisse oggi, sarebbe tedesco. Noi siamo strumenti di Dio per la distruzione del male”) ebbero ruoli decisivi nella marcia verso Est, il primo come responsabile nel 1941 dei territori russi occupati ed il secondo già dal 1939 come governatore della Polonia; Hess e gli Haushofer collaborarono a questa strategia con un intreccio di geopolitica ed astrologia; Goring (era un fervente sostenitore della teoria della terra cava di Neupert, secondo la quale la Terra conteneva, al suo interno, tre pianeti delle dimensioni approssimative di Venere, Mercurio e Marte.


Manifesto delle SS

Per verificare questa teoria fu effettuata una spedizione all’isola di Rugen con uno specialista in radiazioni e microonde ed infrarossi, Heinz Fischer, per localizzare la flotta inglese a Scapa Flow, ma, dopo pochi giorni, la spedizione venne smobilitata per gli infruttuosi tentativi e Neupert finì in un campo di concentramento) e Goebbels si interessavano di Nostradamus e di oroscopi (convocò al Ministero della Propaganda lo svizzero Karl Ernst Krafft, che aveva pubblicato un “Trattato sull’astrobiologia”, come interprete di Nostradamus e per analizzare oroscopi, almanacchi e profezie); Himmler adottava cure omeopatiche come Hess e coltivava l’erboristeria per seguire la tradizione wagneriana di un peccato originario che aveva sedotto gli Arii e dal quale occorreva riscattarsi; voleva trasformare le SS in un ordine nel quale l’iniziazione si intrecciava con la spietatezza: le sue idee sulla creazione biologica di una nuova razza derivavano direttamente da Lanz Von Liebenfels.
In questo clima culturale si formò attorno ad Himmler una cerchia di personaggi famosi e spietati, a partire da Reinhard Heydrich, il numero due delle SS; Rudolph Rahn, autore di testi dell’esoterismo nazista come “Crociata contro il Graal” e “La corte di Lucifero in Europa”; Wolfram Sievers. I tratti culturali tracciati di sopracitati personaggi valgono a confermare la cultura comune di un gruppo passato dalle letture e dai piccoli gruppi esoterici sino all’esperienza della Thule (che si sciolse formalmente nel 1930, l’anno del primo grande successo elettorale del partito da essa derivato, con il 17% dei voti), alla costruzione del partito, alla conquista del potere ed alla gestione del Terzo Reich per la preparazione della grande guerra ariana.

La cultura esoterica va collegata anche alle vicende degli attentati a cui Hitler sfuggì. A Monaco, l’8 novembre 1939, il Fuhrer lasciò la Burgerbraukeller con qualche minuto di anticipo sull’orario previsto e la bomba scoppiò subito dopo, provocando sette morti e sessantatre feriti (l’astrologo Krafft, che morì nel lager di Buchenwald, aveva previsto il tentativo di assassinio). Questo attentato, che fu solo il primo di quelli preparati dopo la guerra, intensificatisi dopo l’inizio della campagna all’Est, fu opera di George Esler, arrestato pochi giorni dopo, e, secondo la storiografia ufficiale, agì da solo. Hitler scampò anche all’ “Operazione Walkiria”, ossia all’attentato di Rastenburg del 20 luglio 1944, ma morì come avrebbe preferito, non avendo vinto: il comunicato ufficiale lo disse caduto mentre difendeva l’ultimo baluardo della civiltà, ma, contemporaneamente, nasceva la leggenda che metteva in dubbio la morte del capo di una elite politica e culturale con radici esoteriche, che ha segnato il destino dell’Europa nella prima metà del Novecento.


BIBLIOGRAFIA
Hitler e il nazismo magico, di Giorgio Galli - SuperBur Rizzoli, Milano,1989.
Di questo libro è stata usata tutta la successiva bibliografia.
Le origini culturali del Terzo Reich, di George L. Mosse - Il Saggiatore, Milano, 1984.
Hitler, di Joachim Fest - Rizzoli, Milano, 1974.
Il volto del Terzo Reich. Profili degli uomini chiave della Germania nazista, di Joachim Fest - Mursia, Milano, 1970.
Le tentazioni dell’occulto. Scienza ed esoterismo nell’età vittoriana, di Germana Pareti - Bollati-Boringheri, Torino.
La dittatura tedesca. Origini, strutture, conseguenze del nazionalsocialismo in Germania, di Karl D. Bracher - Il Mulino, Bologna, 1973.
Hitler mi ha detto, di Hermann Rausching - Rizzoli,Milano, 1945.
Prima che Hitler venisse. Storia della società Thule, di Rudolf Von Sebottendorff - Arktos, Torino, 1987.
Psicoanalisi di Hitler, di Walter Langer - Garzanti, Milano, 1973.
Il Terzo Reich, di Klaus Hildebrand - Laterza, Roma-Bari, 1983.
Il nazismo e l’Islam, di Claudio Mutti - Quaderni delle edizioni Barbarossa, Saluzzo, 1986.
La strategia militare di Hitler, di Andreas Hillgruber - Rizzoli, Milano, 1986.
I diari di Goebbels, a cura di Fred Taylor - Sperling & Kupfer, Milano, 1984.
Memorie del Terzo Reich, di Albert Speer - Mondadori, Milano, 1971.
Gli astrologi del nazismo, di Ellic Howe - Mondadori, Milano, 1986.
La storia del terzo Reich, di William Shirer - Einaudi, Torino, 1971.
Le origini occulte del nazismo, di R. Alleau - Edizioni Mediterranee, Roma, 1989.

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view post Posted on 2/5/2009, 19:01 Quote
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da wikipedia:

"La Società Thule (in tedesco: Thule-Gesellschaft) fu una società segreta di estrema destra e costituì il nucleo originale del Partito nazista, Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP).

La Società Thule fu fondata nel 1910 da Felix Niedner, che tradusse in tedesco il libro Old Norse Eddas. La società fu influenzata anche dagli scritti di Lanz von Liebenfels, un misto di teosofia, paganesimo nordico, antisemitismo, mistificazione dell'alfabeto runico.

La Società Thule fu trasferita il 18 agosto 1918 a Monaco, su iniziativa di Rudolf Glauer, Barone Rudolf von Sebottendorff di adozione, capo del ramo bavarese del Germanen Order. La Thule stessa era, almeno inzialmente, un'affiliazione a Monaco del Germanen Order. Il gruppo si riuniva ogni sabato nelle ampie e lussuose stanze del Four Seasons Hotel. Contava un totale di 500 membri nella Baviera, di cui 250 nel capoluogo Monaco.[senza fonte]

Thule-Gesellschaft era il nome di un gruppo di studiosi di storia germanica, esistente da parecchi anni, sotto la direzione di Walter Nauhaus, il quale autorizzò von Sebottendorff a utilizzare questo nome come pseudonimo del Germanenorden Walvater of the Holy Grail [2]. Il Germanenorden era un gruppo segreto di studiosi di storia germanica, formatosi a Berlino nel 1912 e diretto prima di allora da Theodor Fritsch, Phillip Stauff e Hermann Pohl. Durante la prima guerra mondiale si divise in due gruppi, l'originale Germanenorden e il Germanenorden Walvater of the Holy Grail.

La Thule fu subito caratterizzata da un acceso nazionalismo e da un intenso antisemitismo. Vide tra i suoi adepti Karl Harrer, Dietrich Eckart, Anton Drexler, Rudolf Hess, Alfred Rosenberg, Hans Frank, Karl Eckhardt, Gottfried Feder.

Le riunioni erano segrete; il nome inventato di von Sebottendorff e il fatto che la Thule fosse nota al mondo esterno come Germanen Order servivano in primo luogo a depistare le indagini dell'Armata Rossa sui loro attivisti.[senza fonte]

Hans Frank, giurista e futuro governatore nazista della Polonia, lavorava all'epoca per una società di ricerche araldiche e genealogiche, guidata dal dott. William Daumenlang, che rimase entusiasta di una propria scoperta, secondo la quale lo stemma degli Hohenzollern conteneva una croce a svastica.[senza fonte]

Altri membri erano[senza fonte]:

Karl Fiehler
Wilhelm Frick
Michel Frank
Heinrich Jost
Wolfgang Pongratz
Wilhelm Laforce
Johann Ott
Hans Riemann
Max Seselmann
Hans-Arnold Stadler
la contessa Hella von Westarp e il principe Gustav von Thurn und Taxis.
La società Thule sarebbe strettamente legata a una società segreta tedesca, l'Ordine dei Teutoni, fondata nel 1912.

Il 7 novembre 1918 Kurt Eisner, intellettuale ebreo e sostenitore della Lega delle Nazioni, proclamò la nascita di una Repubblica Socialista a Monaco, destando le ire dei nazionalisti tedeschi che temevano la realizzazione del disegno di Marx e Engels in tutta la Baviera, ovvero in tutta la Germania con una Repubblcia Socialista a Berlino. Il 9 novembre von Sebottendorff pronunciò un appassionato discorso davanti alla Thule, incitando i membri a una resistenza contro l'Armata Rossa, e divenendo il capo della Thule di Monaco.

Rudolf von Sebottendorff acquistò nel 1918 il Münchener Beobachter (Osservatore di Monaco), un piccolo settimanale locale stampato per la prima volta nel 1868. Sebottendorff lo rinominò Munchener Beobachter und Sportblatt, facendone l'organo di stampa ufficiale della Thule. Dietrich Eckart fornì la somma necessaria all'acquisto, sebbene von Sebottendorff provenisse da una famiglia molto ricca. Nel 1919, Sebottendorff incaricò Georg Muller della direzione del giornale, e fra i suoi collaboratori scelse Wilhlem Laforce e Marc Sesselmann, e Gottfriend Feder. Anni più tardi, il giornale cambierà di nuovo nome e diventerà il Völkischer Beobachter (Osservatore del Popolo), l'organo di stampa ufficiale del partito nazista.

La Thule attinse a piene mani dalle teorie del professore di geopolitica Karl Haushofer, convinto assertore del ritorno della grande Germania e dell'espansione ad est al fine di costituire un solido "spazio vitale" che avrebbe a sua volta garantito il dominio sul mondo, dagli insegnamenti di uno strano monaco cistercense allontanato dalla Chiesa, Adolf Lanz von Liebenfels, fondatore dell' "Ordine dei nuovi Templari", una sorta di setta che predicava l'esistenza della razza superiore formata dagli ariani, che erano ritenuti semidei col compito di liberare il mondo dagli ebrei. La Thule si ispirò molto anche al Buddhismo tibetano deformandone i contenuti ed anche alle dottrine esoteriche di madame Helena Petrovna Blavatsky, la celebre medium e occultista, fondatrice della Società Teosofica Internazionale, che sosteneva di essere in contatto telepatico con gli antichi "Maestri sconosciuti", i sopravvissuti di una razza eletta, che sarebbe vissuta tra Tibet e Nepal, i quali si sarebbero rifugiati in seguito a una spaventosa catastrofe nelle viscere della terra, dove avrebbero fondato una straordinaria civiltà sotterranea, la mitica Agarthi.

Gli appartenenti a Thule miravano, attraverso la telepatia e attraverso specifici riti occulti, che si svolgevano solitamente nei boschi e vicino a corsi d'acqua, ad entrare in contatto con questa sorta di superuomini, al fine di ricostituire la razza superiore.[senza fonte]

L'eredità ideologica della società Thule fu raccolta dal Partito Nazionalsocialista tedesco (NSDAP). Adolf Hitler e il suo movimento forgiarono il loro pensiero e cominciarono la loro scalata proprio all’ombra di personaggi controversi come Glauer ed Eckart. Hitler fu iniziato alla Società Thule nel 1919 da Dietrich Eckart, che in quel periodo ne era il leader[3]. Hitler dedicò successivamente il Mein Kampf a Eckart[4]. Non ci sono testimonianze in merito al fatto che Hitler abbia preso parte a riunioni della Thule, dopo l'iniziazione [5]. Nel 1920, Hitler diventerà la guida del Partito Nazionalsocialista.

La società Thule fu una delle prime organizzazioni soppresse da Hitler dopo la sua ascesa al potere, insieme ad altre società esoteriche, inviando diversi suoi membri nei campi di concentramento, mentre altri diventarono gerarchi del regime nazista.


Note [modifica]
^ (EN) Thule Geßellschaft che cita quale fonte: Louis L. Snyder, Encyclopedia of the Third Reich, McGraw-Hill Inc., 1976
^ Goodrick-Clark, Nicholas. 2003. The Occult Roots of Nazism. New York, NY: Tauris Parke Paperbacks, pag. 144
^ The Occult and the Third Reich, Jean Michel Angebert, 1974. p. 9
'^ Al termine del libro Hitler scrisse: "And I want also to reckon among [nazi heroes] that man, who, as one of the best, by words and by thoughts and finally by deeds, dedicated his life to the awakening of his, of our nation; Dietrich Eckart. Sul letto di morte, nel 1923, Eckhart avrebbe detto: Follow Hitler! He will dance, but it is I who have called the tune. I have initiated him into the 'Secret Doctrine', opened his centers in vision and given him the means to communicate with the Powers. Do not mourn for me: I shall have influenced history more than any other German" --Jim Marrs, Rule By Secrecy, 160-1
^ Johannes Hering, "Beiträge zur Geschichte der Thule-Gesellschaft", typescript dated 21 June 1939, Bundesarchiv Koblenz, NS26/865, cit. in Goodrick-Clarke, The Occult Roots of Nazism, 1992 p.201"



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L'occultismo nel nazismo è un filone che mi affascina molto.

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Petizione per il ripristino della leva militare
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drel

Statisticamente, il 98% dei ragazzi nel mondo ha provato a fumare spinelli. Se sei fra il 2%, copia e incolla questa frase nella tua firma.

20tmjjp157gphi2ekp2k3
[QUOTE=Anton Hanga,21/1/2010, 23:08]
Ci sarebbero tante cose che dovrei dirvi, ma non posso farlo in un forum e forse nemmeno via email ma solo di persona.

Chiaramente i tempi stanno maturando verso un'azione diretta, ma non possiamo farlo senza appoggi esterni e un evento destabilizzante.
State pronti, mi faro' vivo.
[/QUOTE]
 
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Tra Berlino e Lhasa: nazismo e mito di ShambalaScritto da Lawrence M.F. Sudbury - Settembre 16th, 2008 - Pubblicato sotto Archeologia e Storia

"La propensione di numerosi alti gerarchi nazisti, inclusi Adolf Hitler, ma soprattutto Himmler e Hess verso le scienze occultistiche è cosa ormai ben nota (1). Sulla base di tali propensioni, il governo tedesco, tra 1938 e 1939, mandò, su invito del governo tibetano, una delegazione ufficiale alle celebrazioni per il nuovo anno buddista.

Perché? Cosa cercavano i diplomatici nazisti nello sperduto paese himalayano?

Per comprendere il significato di questo viaggio, all’apparenza piuttosto assurdo, è necessario ripercorrere le tappe storiche di un rapporto a prima vista inspiegabile, a partire dalla situazione del governo dei Lama alla fine degli anni ‘30.

Il Tibet, da sempre, rientrava nelle mire espansionistiche cinesi e neppure il protettorato britannico sull’area aveva cancellato il rischio di una invasione. A nord, Stalin stava perseguitando il buddisti presenti nella Repubblica Popolare fantoccio della Mongolia, mentre il Giappone, e aveva annesso la Mongolia interna nell’altrettanto fittizio regno del Manchu-Kuo, tentava di blandire i Lama facendo circolare una sorta di leggenda che vedeva la mitica Shambhala posizionata proprio nel paese del sol levante, al solo scopo di indurre il Tibet ad una “Confederazione Pan-Mongolica” sotto la protezione imperiale.

Tra i due mali, il governo tibetano sembrava orientato ad esplorare la possibilità di porsi sotto la protezione giapponese, sebbene la situazione fosse tutt’altro che chiara. In questo quadro, l’invito tibetano alla delegazione tedesca si inseriva semplicemente in una politica di rafforzamento dei contatti con il Giappone e con le nazioni sue alleate (nel 1936 Germania e Giappone avevano firmato il Patto Anticomintern, poi disatteso, pochi mesi dopo la visita tedesca sulle vette dell’Himalaya, dal nuovo Patto Von Ribbentrop-Molotov) (2).

Da parte tibetana, dunque, le ragioni dell’invito risultano facilmente intuibili. Più perplessità suscita la risposta affermativa di un governo come quello tedesco che, all’inizio del 1939, avrebbe dovuto essere impegnato in tutt’altre questioni che intessere relazioni con una sperduta teocrazia asiatica.

E’ a questo punto che, come affermato da numerosi storici, entrano in gioco i rapporti tra nazismo, buddismo e mito di Shambhala, nel quadro dell’interesse della élitte dell’NSDAP per l’occultismo.

In questo senso, il primo elemento di cui dobbiamo tener conto è la credenza nazista nell’esistenza della terra mitica di Iperborea o Thule, citata già da Erodoto come continente dell’estremo settentrione e identificata dall’autore svedese Olaf Rudbeck (1679) come la vera Atlantide, spaccata dai ghiacci nelle due isole di Thule e Ultima Thule (a lungo interpretate da molti come Groenlandia e Islanda) (3). Il secondo ingrediente, era l’idea, molto diffusa in tutta la seconda metà dell’ottocento, di una “Terra cava”, già sviluppata a fine 1600 dall’astronomo Halley, che vedeva la terra come formata da quattro sfere concentriche, e poi diffusa con la pubblicazione di Viaggio al Centro della Terra di Verne. Legata all’idea dei Terra Cava, si diffuse anche la teoria del “Vril”, sviluppata dal romanziere britannico Edward Bulwer-Lytton, nel suo The Coming Race (1871) (4), in cui lo scrittore descriveva una razza superiore (”Vril-ya”) che viveva sotto la superficie terrestre e progettava di conquistare il mondo con la sua energia psicocinetica (”Vril”). Il francese Louis Jacolliot approfondì ulteriormente il mito, in particolare nel suo Les Traditions Indo-Européeenes (1876), legando il “Vril” ai popoli di Thule.

L’idea di una razza iperborea superiore, si innestò facilmente sella linea, culturalmente e intellettualmente ben più profonda, del superomismo nietchiano, creando un connubio in cui fantasia e speculazione si fusero, dando vita a fantasiose teorizzazioni. Un ultimo tocco venne apportato dal nazionalista indiano Bal Gangadhar Tilak che, nel 1903, in The Arctic Home of the Vedas, identificò in una migrazione degli abitanti di Thule verso sud la nascita del popola ariano. A seguito di questo confuso guazzabuglio mitico-ideologico, molti tedeschi cominciarono a credere di essere i discendenti degli Iperborei Ariani, destinati a diventare i padroni del mondo: purtroppo Adolf Hitler era tra essi.

Quando, nel 1910, il filologo Felix Nieder fondò la “Società Thule”, il suo intento era espressamente storico-culturale, ma, a partire dal 1918, Rudolf Freiherr von Sebottendorf, che aveva vissuto a lungo ad Istambul, dove era entrato in contatto con il Sufismo e l’Islam Ismailitico, e che, oltre ad essere un membro dell’Ordine Teutonico era noto per il suo convinto anti-semitismo, giunse ai vertici della “Thule” e idee quali quelle del genocidio ebraico divennero centrali nello statuto ideologico di quella che divenne una sorta di società segreta iniziatica. Dopo la fallita rivoluzione comunista bavarese di fine 1918, l’anti-comunismo ne diverrà un secondo pilastro. Nel 1919, la “Società Thule” generò il “Partito dei Lavoratori Tedeschi”, in cui Hitler (già legato ai sistemi teosofici dal periodo viennese), venne iniziato da Dietrich Eckart (a cui dedicherà il Mein Kampf) verso la fine dell’anno: nel 1920, il mancato pittore austriaco era già a capo del partito, che mutò il suo nome in Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP) (5).

Un ulteriore tassello nell’intricata vicenda dell’occultismo nazista e dei suoi rapporti con la cultura tibetana viene dall’amicizia del futuro führer con il generale Karl Haushofer che, dopo, dopo essere stato consulente militare nella guerra russo-giapponese, aveva sviluppato una enorme ammirazione per le culture indo-tibetane, aveva imparato il sanscrito e aveva visitato il Tibet. Dopo la Prima Guerra Mondiale, Haushofer aveva fondato la “Società Vril” a Berlino (1918), molto simile alla “Società Thule” e interessata al contatto con gli esseri soprannaturali sotterranei, a partire dalla convinzione che la razza ariana avesse origine centro-asiatiche. Haushofer sviluppò, in questo senso, ls dottrina della “Geopolitica” e, nel 1920, divenne direttore dell’Istituto di Geopolitica della Università Ludwig-Maximilians di Monaco, sviluppando per primo la teoria del “Lebensraum” (”spazio vitale”) tedesco. Uno dei suoi migliori studenti era Rudolph Hess e, nel 1923, mentre Hitler era in prigione per il fallito putch (1923), fu proprio Hess a metterlo in contatto con Haushoffer, da cui il giovane leader politico attinse l’idea della necessità di conquistare l’Europa orientale, la Russia e l’Asia centrale, ma, soprattutto, l’idea che tutto ciò sarebbe stato possibile trovando gli antenati degli ariani in Asia Centrale e apprendendo da essi i segreti del Vril (6) (e, tra l’altro, fu proprio Haushofer a convincere Hitler ad usare come simbolo dell’NSDAP la svastica sanscrita, che, nella sua concezione, in qualche modo, oltre ad appartenere simile alla cultura runica tradizionale, simboleggiava proprio il potere del Vril (7)).

A metà degli anni ‘20, il coinvolgimento di Hitler e dei suoi accoliti nella logica del “Vril” era tale da voler eliminare ogni altra scuola occultistica ed ogni altra mistica: il risultato fu, nel 1925, l’omicidio (da molti ascritto a membri della “Società Thule”) di Rudolf Steiner e, dopo la presa del potere, la soppressione e addirittura la persecuzione di Antroposofisti, Teosofisti, Massoni e Rosacrociani e la dichiarata antipatia verso i cristiani. Gli unici mistici non colpiti dalla malevolenza del führer furono quelli buddisti. Perché? La spiegazione molto probabilmente è più politica che religiosa, dal momento che Hitler non voleva aver problemi con l’alleato giapponese, ma, sicuramente, questo elemento favorì i contatti tra Germania e Tibet.

Dal 1935, un altro elemento fondamentale entra in gioco: l’ Ahnenerbe (”Ufficio per gli Studi dell’Eredità Ancestrale”), voluto dal dittatore e guidato dal colonnello Wolfram von Sievers. Tra le varie funzioni affidate all’Ahnenerbe, Hitler incluse ricerche sulle rune germaniche, studi sulle origini della svastica e, soprattutto, la localizzazione dei luoghi originari della razza ariana. E il Tibet apparve da subito, sulla base degli studi antropo-linguistici intrapresi (per tutt’altre ragioni) dall’ungherese Körösi Csoma Sandor (1784-1842) e proseguiti dalla “Società Turanica” (ben conosciuta da Haushofer), un candidato molto promettente in questo senso (8).

Un indirizzamento finale alle ricerche dell’Ahnenerbe venne, comunque, dall’esploratore svedese filo-nazista Sven Hedin (così amato da Hitler che, alle Olimpiadi del 1936, fu lui a rivolgere il saluto inaugurale agli atleti) che, tra 1893 e 1908, aveva compiuto numerosi viaggi in Tibet, rimanendo affascinato dalla cultura del piccolo paese himalayano. Non è un caso che dopo che, nel 1937, Himmler rese l’Ahnenerbe una organizzazione ufficiale delle SS, l’Istituto Tibetano, presente nell’organizzazione fin dalla sua nascita, venne rinominato “Istituto Sven Hedin per l’Asia Centrale e le Spedizioni”.

Dunque, per tutte queste ragioni, il Tibet rappresentava un interesse precipuo per la leadership nazista. Così, nel 1939, Ernst Schäfer, un biologo tedesco che aveva già compiuto due spedizioni in Tibet, venne inviato per una terza missione, sovvenzionata dal governo, in quel paese, con un invito ufficiale del Panchen Lama (dei cui interessi politici nell’avvicinarsi alla Germania abbiamo già trattato) che, come detto, sollecitava la presenza di una delegazione tedesca per i festeggiamenti del nuovo anno. Schäfer descrisse più tardi (1950) la sua esperienza nel libro In Fest der weissen Schleier: Eine Forscherfahrt durch Tibet nach Lhasa, der heiligen Stadt des Gottkönigtums, in cui trattò estesamente della simpatia dimostrata verso il nazismo dal Panchen Lama filo-giapponese Tsarong, ma è chiaro che, se anche i tedeschi erano interessati a stabilire relazioni di amicizia con il governo tibetano, in realtà il loro obiettivo reale era piuttosto differente. Uno dei membri della delegazione di Schäfer, l’antropologo Bruno Beger, responsabile per le ricerche razziali e convinto assertore dell’origine centro-asiatica della razza nordica, passò tutto il tempo del suo soggiorno a Lhasa compiendo misurazioni antropometriche su crani e ossa di tibetani e sikkimesi (9): la sua conclusione fu che i tibetani occupavano una posizione intermedia tra asiatici ed europei (con elementi europei più pronunciati nell’aristocrazia) e che, dopo la vittoria finale del Terzo Reich, essi avrebbero potuto diventare un alleato prezioso all’interno di una confederazione pan-Mongolica sotto l’egida di Germania e Giappone (10).

Alcuni studiosi (11) ritengono che, dopo questo primo approccio, sotto l’influenza di Haushofer e della “Società Thule”, la Germania inviò ogni anno spedizioni in Tibet alla ricerca di un contatto con i misteriosi abitanti delle due città sotterranee degli antenati ariani, Shambhala e Agharti e, soprattutto, della loro grande arma segreta, il “Vril” che, ovviamente, non vennero mai trovate, ma che divennero una sorta di ossessione per Himmler fino al termine della guerra.

Solo una tale ossessione poteva giustificare l’incredibile interesse del potente capo delle SS per la più lontana e sperduta teocrazia asiatica".

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